El Vuelo de la Mente

lunedì 16 luglio 2007

Mostra Cecinese Interattiva


Leonardo Da Vinci

Mostra Itinerante e interattiva

che si stà svolgendo nel comune

di Cecina

e terminerà nel mese di Agosto



Differenza con le macchine

ricostruite per Vinci, nel Castello del Conte Guidi:

Quelle del Museo sono sorvegliate a vista

guai toccare (hanno anche un valore storico, era mostra itinerante erano in giappone

allo scoppio della II guerra Mondiale

diverse macchine perse e a fine guerra ricostruite dalla IBM)



La Mostra è curata dalla D.ssa

Favilli Elisa

nelle giornate di Lunedi e Giovedi

dalle ore 15,00 alla ore 24.00

Vi troverete La D.ssa.

Essa se volete Vi accompagnerà per tutta la mostra.

Giovane da poco Laureata, molto preparata e non solo sulla

Mostra in atto

ve ne renderete conto da soli della sua preparazione


Poi, è bello rivedere la "Bicicletta" di Leonardo in questa mostra, quante lotte?

anche spesso a Milano, ricorda? Prof. Marinoni Anche Prof Fiorentini allora l'accusavano!

ma alla fine le persone Veramente Oneste e serie professionalmente emergono come lei

contro tutte le falsità (per invidia)e vince la loro onestà intellettuale

ne sono felice finalmente ne son passati di anni (31 Dicembre 1997)


Magari domani mattina ci sono anch'io

Vediamo alcune immagini

tenendo presente sempre

l'unicità della mostra

l'interattivita,

visitatori sono a Vostra disposizione, ma non distruggeteli

sono modelli

Maneggiateli, soppesateveli, studiateveli

riempitevi gli occhi.

Fotografateli Lì Vi è permesso anche questo.

Pensate a chi li ha creati nel

Rinascimento e ...

Divertitevi!



Leonardo daVinci


Muestra Itinerante e interactiva que se está llevando a cabo en la Municipalidad de Cecina

hasta el mes de Agosto.

Diferencias entre las máquinas construídas por Vinci en el Castillo del Conde Guidi:

Aquellas del Museo están bajo estricta vigilancia y hay que tener mucho cuidado con tocarlas

porque tienen un importantísimo valor histórico.

( una muestra itinerante en Japón durante la Segunda Guerra Mundial de las cuales

se perdieron algunas y fueron reconstruídas por la empresa IBM)

La Muestra está a cargo de la Dra. Favilli, Elisa, de lunes a jueves de 15,00 a 00 hs.

Podrán conocerla y si gustan los acompañará por toda la muestra.

Jóven, licenciada de hace poco tiempo, muy bien preparada no solo sobre la Muestra.

Podrán comprobarlo personalmente.


Tengan siempre en cuenta la exclusividad de la Muestra, la interactividad y

por sobre todas las cosas, cuidenlos, no los destruyan, son modelos para manejar,

estudiar y llenarse los ojos.

Tómenles fotografías que está permitido.

Piensen en quién las creó en el Renacimiento y

¡DIVIÉRTANSE!



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sabato 23 giugno 2007

La Vergine delle rocce

La Vergine delle rocce

Anno 1482 (forse novembre 1481) Leonardo arriva a Milano quella che poi sarà la sua città.

Non si presenta direttamente a Lodovico il Moro. Vuole conoscere questa città e la sua gente, tanto diversa dalla sua Firenze. Gente laboriosa, di ingegno e mai stanca di lavorare.

Rimane affascinato dall’abbondanza dalle acque (che lui considera grande forza motrice) e dai Navigli e dalle fabbriche per la lavorazione della seta oltre che da armaioli, fabbri ecc.Infine decide di presentarsi al Duca,

Famosa è la lettera di presentazione scritta per il Moro che si trova nel Codice Atlantico foglio 1082 recto


Havendo, Signor mio Illustrissimo, visto et considerato horamai ad sufficentia le prove di tutti quelli che si reputano maestri et compositori de istrumenti bellici, et che le inventione et operatione di dicti in strumenti non sono niente alieni dal comune uso, mi exforzerò non derogando a nessun altro, farmi intender da Vostra Excellentia, aprendo a quella li secreti miei, et appresso offrendoli ad omni suo piacimento in tempi opportuni operare cum effecto circa tutte quelle cose che sub brevità in parte saranno qui di sotto notate (et anchora in molte più secondo le occurrentie de diversi casi etcetera).

1.Ho modi de ponti leggerissimi et forti, et acti ad portare facilissimamente et cum quelli seguire et alcuna volta (secondo le occurrentie) fuggire li inimici, et altri securi et inoffensibili da fuoco et battaglia, facili et comodi da levare et ponere; et modi de arder et disfare quelli de l’inimico.

2.So in la obsidione de una terra toglier via l’acqua de’ fossi, et fare infiniti ponti, ghatti et scale et altri in strumenti pertinenti ad dicta expeditione.

3.Item se per altezza de argine o per fortezza di loco rt di sito non si potesse in la obsidione de una terra usare l’officio de le bombarde, ho modi de ruinare omni (forte) rocca o altra fortezza, se già non fusse fondata in su el saxo, etcetera.

4.Ho ancora modi de bombarde comodissime et facile ad portareet cum quelle buttare minuti (saxi a di similitudine quasi) di tempesta, et cum el fumo di quellq dando grande spavento a l’inimico cum grave suo danno et confusione eccetera

5.Item ho modi de cave et vie secrete et distorte, facte senza alcuno strepito per venire ad uno (certo) et disegnato co, anchora che bsogniasse passare sotto fossi o alcuno fiume.

6.Item, farò carricoperti securi et inoffensibili, e quali entrando intra (in) li inimica cum sue artiglierie, non è si (grossa) grande moltitudine di gente d’arme che non rompessimo, et dietro a questi poteranno seguire fanterie assai, inlesi et senza alcuno impedimento

7.Item occorrendo di bisogno farò bombarde, mortari et passavolanti di bellissime et utile fori del comune uso.

8.Dove mancassi la operatione de le bombarde, componerò briccole, mangani, trabuchi et altri in strumenti di mirabile efficacia et fora de l’usato. Et insomma secondo la varietà de’ casi componerò varie et infinite cosa da offender et di

9.Et quando accadesse essere in mare, ho modi de molti in strumenti actissimi da offender et fefender, et navili che faranno resistentia al trarre de omni grossissima bombarda, et polvere t fumi.

10.In tempo di pace credo satisfare benissimo ad paragone de pmni altro in architettura, in composizione de aedifici et pubblici et privati, et in conducer acqua da un loco ad un altro (acto ad offender et defender), Item conducerò in scultura di marmore, di bronzo et di terra; similiter in pictura ciò che si possa fare ad paragone de omni altro, et sia chi vole. Anchora si poterà dare opera al cavallo di bronzo che sarà gloria del Signore Vostro patre et de la inclita casa Sforzesca. Et se alcuna de le sopradicte cose a alcuno paressimo impossibile et infactibile me offero paratissimo ad farne esperimento in el parco vostro o in quale loco piacerà a Vostra Excellentia, ad la quale umilmente quanto più posso me recomando etcetera.


Leonardo viene contattato dai fratelli De Predis pittori milanesi e con lui stipulano un contratto con la confraternita di San Francesco a Milano per dipingere un quadro della Vergine Maria.



Vergine delle rocce Parigi


Leonardo dipinge la Vergine delle rocce (2 poi saranno le versioni eseguite una che oggi si trova a Parigi e l’altra a Londra, la doppia versione pare eseguita per dissapori economici con la confraternita, ma ancor oggi non vi è certezza della vera motivazione).

Leonardo trentenne appena giunto a Milano con questo dipinto fa il punto della situazione delle sue conoscenze e della sua arte.

Questo dipinto stravolgerà tutta la pittura lombarda e sarà visto come il Maestro della pittura rinascimentale nel nord dell’Italia.

In questo dipinto confluiscono anche i suoi studi di ottica ma soprattutto guardando sopra le teste delle figure, fin sullo sfondo, si apre una grotta.

Nonostante questa sia vicina, l’effetto tridimensionale è molto efficace perché legato all’apertura delle rocce sullo sfondo.

Il paesaggio in lontananza si perde nella foschia, le figure non sono più nitide e definite, e cambia anche il gradiente del colore; in quanto la presenza dell’aria costituisce un velo che offusca la visione.

La vergine delle rocce Londra
Questa nuova tecnica prospettica creata da Leonardo è diversa dalla prospettiva esatta è stata denominata prospettiva aerea.
Tecnica che accompagnerà sempre Leonardo anche nelle opere più famose ( La Gioconda, La Vergine S. Anna e il Bambino) Queste due tavole saranno le uniche opere pittoriche fatte a milano non al servizio di Lodovico il Moro.


Ed ora le tue tavole Sinottiche atte a dimostrare

che Leonardo nulla lasciava al caso.



La Virgen de las Rocas

Año 1482 ( quizás noviembre del 1481). Leonardo llega a Milán que luego se convertirá en su ciudad. No se presenta directamente a Ludovico el Moro.Quiere conocer esta ciudad y a su gente, tan distinta de su Florencia.Gente laboriosa, de ingenio y nunca cansada de trabajar. Queda fascinado de la abundancia de las aguas ( que él considera de grande fuerza motriz) y de los Navilios, de las fábricas para la elaboración de la seda, además que de los escopeteros, herreros, etc. Finalmente,decide presentarse al Duque. Famosa es la carta de presentación escrita para el Moro que se encuentra en el Código Atlántico, hoja 1082 recto.


“Habiendo, Señor mío ilustradísimo, visto y considerando que ya son suficientes las pruebas de todos aquellos que se dicen ser maestros y compositores de instrumentos bélicos, y que la invención y operación que dicto en instrumento non son solo de común uso.Me esforzaré no delegando a ningún otro, entiéndase vuestra Excelencia, tomo a aquellos mis secretos, y ofreciéndole a su placer en tiempos oportunos y a efectos de aquellas cosas que a la brevedad en parte serán aquí debajo notados ( y todo aquello que se le pudiera ocurrir en diversos casos,etc.)


1. He concebido ciertos tipos de puentes, muy ligeros y sólidos y muy fáciles de transportar, ya sea para perseguir al enemigo o, si ocurre, escapar de él; así como también otros, seguros y capaces de resistir, el fuego de la batalla, y que puedan ser cómodamente montados y desmontados. Y procedimientos para incendiar y destruir los del contrario.

2. Sé cómo extraer el agua de los fosos, en el sitio de una plaza, y construir puentes, catapultas, escalas de asalto e infinitos instrumentos aptos para tales expediciones.

3. Si la altura de los terraplenes y las condiciones naturales del lugar hicieran imposibles en el asedio de una plaza el empleo de bombardas, yo sé cómo puede arruinarse la más dura roca o cualquier otra defensa que no tenga sus fundaciones sobre la piedra.

4. Conozco, además, una clase de bombardas de cómodo y fácil transporte y que pueden lanzar una tempestad de menudas piedras, en tanto que el humo que producen infunde espanto y causa gran daño al enemigo.

5. En los combates navales, dispongo de aparatos muy propios para la ofensiva y la defensiva, y de navíos capaces de resistir el fuego de las más grandes bombardas, pólvora y vapores.

6. También he ideado modos de llevar a un punto, preindicado, a través de excavaciones y por caminos desviados y secretos, sin ningún estrépito y aun teniendo que pasar por debajo de fosos o de algún río.

7. Ítem, construiré carros cubiertos y seguros contra todo ataque, los cuales, penetrando en las filas enemigas, cargados de piezas de artillería, desafiarán cualquier resistencia. Y en pos de estos carros podrá avanzar la infantería ilesa y sin ningún impedimento.

8. En caso de necesidad, haré bombardas, morteros y otras máquinas de fuego, bellísimas y útiles formas, fuera del uso común.

9. Donde fallase la aplicación de las bombardas, las reemplazaré con catapultas, balistas, trabucos y otros instrumentos de admirable eficacia, nunca usados hasta ahora. En resumen, según la variedad de los casos, sabré inventar infinitos medios de ataque o defensa.

10. En tiempo de paz, creo poder muy bien parangonarme con cualquier otro en materia de arquitectura, en proyectos de edificios, públicos o privados, y en la conducción de aguas de un lugar a otro.Ítem, ejecutaré esculturas en mármol, bronce y arcilla, y todo lo que pueda hacerse en pintura, sin temer la comparación con otro artista, sea quien fuere. Y, en fin, podrá emprenderse la ejecución en bronce de mi modelo de caballo que, así realizado, será gloria inmortal y honor eterno de la feliz memoria de vuestro Señor padre y de la casa de Sforza. Y si alguna de las cosas antedichas parecieran imposibles o no factibles, me ofrezco de buena gana a experimentarlas en vuestro parque, o en el lugar que más agrade a Vuestra Excelencia, a quien humildemente me recomiendo.


A Leonardo lo contactan los hermanos De Predis, pintores milaneses y con ellos estipula un contrato con la fraternidad de San Francisco en Milán para pintar un cuadro de la Virgen María.


Virgen de las Rocas – París

Leonardo pinta la Virgen de las Rocas ( dos versiones, una se encuentra en París y la otra en Londres, la doble versión aparentemente se llevaron a cabo por desacuerdos económicos con la confraternidad, pero todavía hoy no existen certezas de la verdadera motivación) Leonardo, apenas con treinta años, llega a Milán y con esta pintura marca un punto de partida de la situación, de sus conocimientos y de su arte. Esta pintura revolucionará toda la pintura lombarda y será visto como el Maestro de la pintura renacentista en el norte de Italia. En esta pintura convergen también sus estudios de óptica, pero sobre todo mirando por encima de las cabezas de las figuras, hasta el final del fondo, se abre una gruta. A pesar de que ésta se encuentra cerca, el efecto tridimensional es muy eficaz porque se encuentra relacionado con la apertura de las rocas en el fondo. El paisaje en la lejanía se pierde en la niebla, las figuras no son ya nítidas y definidas, y cambia también la graduación del color; en cuanto a la presencia del aire constituiye un velo que entorpece la visión.


La Virgen de las Rocas – Londres (2 tavola)

Esta nueva técnica de la perspectiva creada por Leonardo, es distinta de la perspectiva exacta y se llamó perspectiva aérea. Técnica que acompañará siempre a Leonardo también en las Obras más famosas ( La Mona Lisa, La Virgen S. Ana y el niño). Estas dos tablas serán las únicas obras pictóricas hechas en Milán que no estuvieron al servicio de Ludovico en Moro.



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Perché la minestra si fredda ... ecc,ecc


Perché la minestra si fredda ...ecc,ecc. ...

Negli ultimi scritti di Leonardo; probabilmente in data 1518, in una carta di tonalità grigia, ma con dell' inchiostro che si conserva bene, ci sono alcuni diagrammi e, insieme a loro,un blocco di un testo molto ordinato, scritto nella sua abituale scrittura “a specchio”( da destra a sinistra). Non è la , al primo colpo di vista,uno dei manoscritti più interessanti di Leonardo.Pero alla fine offre una sorpresa.Nell’ultimo quarto di pagina, il testo si interrompe con un brusco “ecc,ecc”.L’ultima riga sembra un fragmento di un teorema – la sua mano ha appena indugiato-, però quello che in realtà dice è:

”perché la minestra si fredda”.



(Codice Arundel foglio 245 recto)

Quello che lo fa ancora più speciale è l’elemento sorpresa, di spontaneità tra le avide astrazioni dei suoi studi di geometria ha introdotto questo attimo d’umanità semplice e quotidiana.
Vediamo un anziano seduto al tavolo scrivendo con attenzione.Nell’altra stanza vediamo una ciotola di terra di zuppa,fumando intensamente, probabilmente una zuppa di verdure ...
Lui che continua ad scrivere alcuni minuti e poi, lascia cadere la sua penna.C’è in questo atto un’ombra di presagio?


Leonardo era un uomo straordinario, la sua vita si incrociava costantemente con la normalità, ed è in quel punto di intersezione dove si stabiliscono i punti di contatto per capirlo meglio.
Esistono, pure, tutte quelle opere,scritti complessi e profondi mondialmente famosi che fanno diventare Leonardo un essere unico; però in questi momenti, è, per un attimo, un uomo come tutti noi.


L’uomo vero, che mangia dalle ciotole di terra zuppe vere, di fronte al “Uomo Universale”, sovrumano e multi disciplinato, la cui immagine ci si offre abitualmente, sono l’uno e se stesso.

Leonardo da Vinci, colui che lo avvicinavaniamo attraverso l’oscurità, aspettando che la sua immensa statura si riduca a dimensioni umane, come una delle sue risposte ad uno dei suoi indovinelli:
” L’ombra che proietta un uomo con un lampione”.
E così,questo vertiginoso “Volo della Mente” permette di vedere tanto e così lontano.Però al sogno di volare si accompagna la paura di cadere e con questo i dubbi e le paure dell’uomo rinascimentale; quelle “ombre gigantesche” dell’ indovinello.


Una illusione?Non esattamente, però , la risposta ad un certo punto di vista, e quanto di più ci si avvicina uno a loro, meglio si incominciano a vedere e di una maniera molto più interessante, l’uomo che li proietta.


L’autoritratto di Torino è l’ultima visione che abbiamo dell’artista:

autentica e profonda.Lo rappresenta con l’aspetto che doveva avere quel giorno nel 1518 e che lo allontanavano dai suoi studi perché la zuppa si raffreddava.Vediamo una figura venerabile,simile a quella di un mago, del genio che fu; però una seconda occhiata ci rivela ad un anziano con lo sguardo fisso nei suoi ricordi lontani.
Leonardo da Vinci, che nacque alle 22.30 del 15 aprile del 1452 ad Anchiano, a 3 kilometri da Vinci, ai piedi del Monte Albano, regione:Toscana, Italia, il resto, è storia ...



Porque la sopa se enfría … etc, etc. ...

En uno de lo últimos escritos de Leonardo; probablemente data de 1518, en un papel de tono grisáceo, pero la tinta se conserva bien, hay algunos diagramas y, junto a ellos, un bloque de texto muy ordenado, escrito en su habitual “escritura especular”( de derecha a izquierda).No es, a primera vista, uno de los manuscritos más interesantes de Leonardo. Pero al final ofrece una sorpresa. En el último cuarto de página, el texto se interrumpe con un brusco “etc., etc.”.La última línea parece un fragmento de un teorema – la mano apenas ha vacilado -, pero lo que realmente dice es “perche la minesstra si fredda”.



(Codigo Arundel hoja 245 recto)


Lo que lo convierte en algo especial es el elemento sorpresa, de espontaneidad entre las ávidas abstracciones de sus estudios de geometría se ha introducido este momento de humanidad sencilla y cotidiana.

Vemos a un anciano sentado a la mesa escribiendo con atención. En otra habitación vemos un cuenco de sopa, humeando intensamente, probablemente es una sopa de verduras…

Él que continúa escribiendo unos momentos, y luego deja caer su pluma.

¿Hay en esto una sombra de presagio?

Leonardo era un hombre extraordinario, su vida se entrecruzaba constantemente con lo normal, y es en este punto de intersección donde se establecen los puntos de contacto para comprenderlo mejor.

Existen, desde luego, todas esas complejidades y profundidades y pinturas mundialmente famosas que lo convierten a Leonardo en un ser único; pero en estos momentos es, por un instante, un hombre como nosotros.

El hombre real, que comió de cuencos de sopas reales, frente al “Hombre Universal”, sobrehumano y multidisciplinar, cuya imagen se nos ofrece habitualmente, son uno y el mismo.

Leonardo da Vinci, a quien se le acercan a través de la oscuridad, esperando que su inmensa estatura se reduzca a dimensiones humanas como la respuesta a una de sus adivinanzas:La sombra que proyecta un hombre con un farol de noche”.

Y así, este vertiginoso “Vuelo de la mente” le permitió ver tanto y tan lejos. Pero al sueño de volar lo acompaña el tema de caer y con ello las dudas y preguntas del hombre renacentista; esas sombras gigantescas” de la adivinanza.

¿Una ilusión? No exactamente, pero si el producto de cierto punto de vista, y cuanto más se acerca uno a ellas, mejor se empiezan a ver y de una forma mucho más interesante, el hombre que las proyecta.


El autorretrato de Turín es la última visión que tenemos del artista: auténtica y profunda. La representa con el aspecto que debía tener aquel día de 1518 en que lo apartaron de sus estudios porque se enfriaba a sopa. Vemos la figura venerable, semejante a la de un mago, del genio que fue; pero una segunda ojeada nos revela a un anciano con la mirada fija en recuerdos lejanos.

Leonardo da Vinci, quien naciera a las 22.30 de un 15 de abril de 1452 en Anchiano, a 3 kilómetros de Vinci, a los pies del Monte Albano, región: Toscana, Italia, el resto, es Historia…


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Partenza per Milano



Partenza per Milano



Eccoci a concludere questa nostra prima parte toscana , diciamo,

con una pagina oscura inquietante ...

Forse la ragione di questa sua maturata partenza da Firenze

come riportiamo dall’archivio di stato .


Die viii aprilis 1476


Tamburi in fracristori ttorum offittali aperti sunt in presentita tomasi de corsinis videlicet:

Notifico a voi ufficiali come egli è vera Cosa che Iacopo SALTARELLI STA con lui all’orafo in vaccherecchia di rimpetto al buco (cioè al tamburo nel quale venivano inserite le denunce anonime o tamburazioni) Et veste di nero d’età d’anni 17 o circa; El qual tale Iacopo va dietro molte miserie et consente a quella persone lo richiedono di mille tristiziw età que sto modo ha avuto a dare di molte cose cioè servito parecchie dozzine di persone delle quali ne sono buon daTe i et hai presenti dirò qualcuno: Bartoilomeo d Pasquino orafo sta in vaccerecchia

LIONARDO DA SER PIERO sta con andrea verrocchio Baccino farsettaio sta orto san Michele In quella via che v’è due botteghe Grandi di cimatori he va alla loggia de cerchi et ha apero bottega di nuovo farsettaio Lionardo tornabuoni dicto il teri Veste nero (uno delle principali famiglie di Firenze era già stato coinvolto in una dennuncia per sodomia 21 febbraio 1474).

Segnat a margine dell’elenco di nomi Cum conditione ut retam burenturquesti hanno avuto soddomitare Detto Jacopo et così vi fo fede.

F51 r giugno 1476


Opere eseguite



Annunciazione 1472-1474 Firenze

Annunciazione 1474 - 1482 Parigi

Ginevra Benci 1474 - 1475 washintown

Madonna del garofano 1471 -1478 Monaco di Baviera

Il battesimo 1475 – 1478 Firenze

Adorazione dei magi 1481 – 1482 Firenze

Madonna benois 1478 – 1480 San Pietroburgo


Inoltre fa un elenco delle cose che porterà con se.


Lista che completerà a Milano


  • Codice Atlantico Foglio 888 R (ex 324 R) 1482 ca.

  • Molti fiori ritratti di naturale.

  • Una testa in faccia ricciuta.

  • Certi san Girolami.

  • Misure d’una figura. Disegni di fornegli

  • Una testa del Duca.

  • Molti disegni di gruppi.

  • 4 disegni della tavola di Santo Angiolo.

  • Una storietta di Girolamo da Fegline.

  • Una testa di Cristo fata di penna.

  • 8 San Bastioni.

  • Molti componimenti d’angioli.

  • Un calcedonio.

  • Una testa di profilo con bella capellatura,

  • Certo corpi di prospettiva.

  • Certi strumenti per navili.

  • Certi strumenti d’acqua.

  • Una testa ritratta d’Atlante che alzava il volto.

  • La testa di Ieronimo da Feglino.

  • La testa di Gian Francesco Boso.

  • Molte gole vecchie.

  • Molte teste di vecchi.

  • Molti nudi integri.

  • Molte gambe, braccia, piedi e attitudine.

  • Una nostra Donna finita.

  • N’altra quasi, ch’è’n profilo (o: quasi che in profilo)

  • La testa di Nostra Donna che va ‘n cielo.

  • Una testa di vecchio col mento lungo.

  • Una testa di zingana.

  • Una testa col cappello in capo.

  • Una storia di Passione fatta in forma.

  • Una testa di putta con trezie rannodate.

  • Una testa con un’acconciatura.

Leonardo ha 30 anni Con Atlante Migliorotti e con il fedele Tommaso da Peretola detto Zoroastro parte verso una nuova vita Milano .


Leonardo abbandonai Firenze per andare a Milano.

Non tornerebbe che fra 19 anni, qualcosa che lui ignorava nel momento della sua partenza, non sappiamo se in maniera definitiva lasciando dietro la sua città, suo padre e la sua carriera o magari soltanto per un periodo con il desiderio di sperimentare qualcosa di nuovo.

La domanda è, fu inviato per Lorenzo di Medici o fu invitato per Ludovico Sforza?.Con quale stato d’animo lascia Firenze? È partito con una sensazione di fallimento e frustrazione per le opere non finite? La sua vita oggetto di polemica e famoso tanto per la sua genialità come per i suoi problemi.

Non si tratta di decidere tra uno stato d’animo o un’altro, tutti e due possono coesistere.

Leonardo era pronto a partire e Lorenzo era pronto a lasciarlo andare via.

Irrequietezza e convenienza: due potenti motivi che si fondono in una curiosa fantasia: una "Lira" (violino) in una scatola di risonanza d’argento con forma di testa di cavallo.

La sua famosa lettera di presentazione rivolta a Ludovico Sforza guarda un cambio ambizioso guardando in avanti, verso il futuro di Leonardo a Milano




Partida hacia Milano



Aquí estamos para concluir esta primera parte toscana, decimos,

con una página oscura e inquietante ... Tal vez la razón de esta partida de Florencia como lo reporteamos en el archivo de estado.

"Die viii aprilis 1476

Tamburi in fracristori ttorum offittali aperti sunt in presentita tomasi de corsinis videlicet: "

Notifico a ustedes oficiales que es verdad que Iacopo SALTARELLI está con el orafre en vaccherecchia y puso en el agujoero de denuncias anónimas.Viste de negro de más o menos la edad de 17 años, donde el tal Iacopo está detrás de miserias y consente que se hable de su persona en general, sirviendo a varias personas que no son buena gente y`mencionaré a uno: Bartolomeo d Pasquino, orafre está en vaccherecchia.

LIONARDO DA SER PIERO está con Andrea Verrochio Baccino está en la huerta San Michele, en esa calle donde se encuentran dos estudios grandes ,Leonardo que también viste de negro ( una de las principales familias de Florencia habia sido ya involucrado en una denuncia por sodomia el 21 de febrero de 1474).

Al margen se señalan estos nombres los cuales acusados de sodomia, dicho Iacopo y doy fe.

F51 r giugno 1476

Obras de Leonardo




Annunciazione 1472-1474 Firenze

Annunciazione 1474 - 1482 Parigi

Ginevra Benci 1474 - 1475 washintown

Madonna del garofano 1471 -1478 Monaco di Baviera

Il battesimo 1475 – 1478 Firenze

Adorazione dei magi 1481 – 1482 Firenze

Madonna benois 1478 – 1480 San Pietroburgo


Además realiza una elenco de las cosas que llevará consigo.


Lista que completarà en Milán.


  • Código Atlántico hoja 888 R (ex 324 R) 1482 ca

  • Muchas flores retratadas de la naturaleza.

  • Una cabeza con cara y rulos.

  • Algunos san Girolami.

  • Medidas de una figura. Diseños de hornillos.

  • Una cabeza del Duque.

  • Muchos diseños de grupos.

  • 4 diseños de la mesa de Santo Angiolo.

  • Unas historietas de Girolamo da Fegline.

  • Una cabeza de Cristo hecha de plumas.

  • 8 San Bastioni.

  • Muchos componentes de ángeles.

  • Un calcedonio.

  • Una cabeza con un perfil con bella cabellera,

  • Ciertos cuerpos en perspectiva.

  • Ciertos instrumentos para navegantes.

  • Ciertos instrumentos de agua.

  • Una cabeza retratada del Atlánte que levanta la cara.

  • La cabeza de Ieronimo da Feglino.

  • La cabeza de Gian Francesco Boso.

  • Muchas gargantas viejas.

  • Muchas cabezas de viejos.

  • Muchos desnudos totales.

  • Muchas piernas, brazos, pies y actitudes.

  • Una mujer terminada.

  • Otra que es casi un perfil.

  • La cabeza de Nuestra Mujer que va al cielo.

  • Una cabeza de viejo con el mentón largo.

  • Una cabeza de gitana.

  • Una cabeza con sombrero.

  • Una historia de pasión hecha en forma.

  • Una cabeza de niña con las trenzas retorcidas.

  • Una cabeza con un peinado.


Leonardo tiene 30 años Con Atlante Migliorotti y con el fiel Tommaso da Peretola llamado Zoroastro parte hacia una nueva vida en Milán .

Leonardo abandonó Florencia para ir a Milán.

No volvería ,que sepamos hasta los 19 años, algo que él ignoraba en el momento de su partida, no sabemos si en manera definitiva dejando atrás a su ciudad, su padre y su carrera o tal vez por un período con el deseo de experimentar algo de nuevo.

La pregunta es, ¿Fue enviado por Lorenzo de Medici o fue invitado por Ludovico Sforza?¿Con cuál estado de ánimo deja Florencia? ¿Se fue con una sensación de fracaso y frustración por las obras no terminadas?.Su vida objeto de polémica y famosa tanto come su genialidad como por sus problemas.

No se trata de decidir entre un estado de ánimo u otro, ambos dos pueden coexuistir.

Leonardo estaba listo para partir y Lorenzo estaba preparado para dejarlo irse.

Desasosiego y conveniencia: dos poderosas razones que se funden en una curiosa fantasía: una "lira"(violín) en una caja de resonancia de plata en forma de cabeza de caballo.

La famosa carta de presentación dirigida a Ludovico Sforza mira un cambio ambicioso hacia adelante hacia un futuro de Leonardo en Milán.



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Lo zio Franceso


Lo Zio Francesco
( *DI QUESTA PRIMA INFANZIA è TUTTA DA SCOPRIRE)

Ser Piero dopo la nascita di Leonardo prende in moglie Albiera di Giovanni Amadori che sembra con la nonna Lucia adoravano Leonardo. La figura dello zio Francesco quanto rimase accanto a lui?
Difficile dirlo perché nel 1469 i fratelli (dopo la morte del padre) si trovano a Firenze in una casa in affitto (vedi archivio di stato di Firenze catasto antico 909, f 483-484r ex 497-498 e non rimane a Vinci come dicono altri scritti), sicuramente con Leonardo che entra a bottega da Verrocchio.
Di certo da questo zio impara le prime nozioni di botanica conosce le varie tipologie di erbe “Questo zio che sta in villa e non fa nulla”.


Ma che poi alla sua morte si ricorderà di Leonardo il nipote ( con gran rabbia dei fratelli) e non il genio conclamato.
Di sicuro il tempo che trascorrono insieme è molto e il ricordo e l’affetto rimarrà per lui sempre.
Nelle nostre ricerche attorno allo zio Francesco abbiamo avuto la conferma che Caterina mamma di Leonardo …. Archivio di stato di Firenze – Catasto antico, 796, f. 592r …una casa per mio abitare posta nel popolo di Santa Croce comuni di Vinci contado di Firenze nel borgo di detto Castello con orto appiccicato con detta casa di stai ora di tre o circa ….
Bocche
Antonio detto, d’anni 85
Monna Lucia mia donna d’anni 64
Ser Piero mio figliolo d’anni 30
Francesco mio figliolo, stassi in villa e non fa nulla, d’anni 22
Albiera donna di detto ser Piero d’anni 21
Lionardo figliolo di detto Ser Piero non legittimo nato di lui et della Caterina che al presente è donna d’Achattabriga di Piero del Vacca , da Vinci d’anni 5. Conferma il matrimonio con Piero del Vacca.

Potrebbe darsi che lo Zio Francesco era l'altra vena della famiglia Da Vinci, la vena contemplativa, più amante della campagna, nato nel 1436.
Non aveva delle ambizioni di diventare notaio: il suo maggiore avvicinamento al mondo degli affari fu la coltivazione dei bachi da seta con dei fini speculativi.
Nella sua dichiarazione al catasto nel 1498 scrisse semplicemente "Abito in campagna senza prospettive di un lavoro"


Francesco aveva soltanto diciassette anni quando nacque Leonardo, molto giovane per essere lo zio, però una figura di vitale importanza per lo sviluppo nella vita del giovane artista.
Nella prima edizione delle vite di Vasari descrisse erroneamente a Ser Piero Da Vinci come lo zio di Leonardo.
È possibile che questo curioso errore (dovutamente corretto nella edizione a posteriori) parli di un rapporto molto più vicino di Leonardo con lo zio Francesco che con suo padre, Piero.
È possibile che Piero fosse un padre assente, occupato e non molto affettuoso.
Il vero è che non lascia nulla a Leonardo nel suo testamento e il fatto che contrasti con dei figli legittimi, e che non lascia niente a Leonardo, è senz'altro, molto significativo.
Invece lo zio Francesco che morì senza figli, lascia a lui, tutta la sua fortuna impugnata poi da i figli legittimi di Piero.
Anche se Leonardo fu costretto a vivere in città per la sua professione,il profondo amore che sentiva per la campagna le sue forme,il loro ambiente,viene dimostrato nelle sue pitture e anche nei suoi scritti.


Sicuramente queste sono le figure (la madre e lo zio) ed anche forse il sapere di essere illegittimo, che hanno influito nella sua vita ... della Madre ne parleremo nel periodo Milanese.




El Tío Francisco

(*De esta infancia toda por descubrir)


Ser Piero luego del nacimiento de Leonardo se casa con Albiero de Giovanni Amadori que, junto con la abuela de Lucía, adoraban a Leonardo.

La figura del tío Francisco cuánto tiempo se quedó junto a él? Difícil decirlo porque parece que en el año 1469 los hermanos (después de la muerte del padre) se hallan en Florencia en una casa en alquiler (ver el archivo del Estado de Florencia catastro antiguo 909, f 483-484r ex 497-498 y no se queda en Vinci come dicen los otros escritos), seguramente con Leonardo que entra en el “Estudio” de Verrocchio.
Lo cierto es que de este tío aprende las primeras nociones de botánica y conoce las varias especies y tipos de hierbas “Este Tío que se queda en casa y hace nada”.


Pero que a su muerte recordará a Leonardo, su sobrino (con bronca de sus hermanos) y no el genio consagrado.
Seguro es que el tiempo transcurrido junto es mucho y el recuerdo y afecto restará por siempre.

En nuestras investigaciones sobre el Tío Francisco encontramos también la confirmación sobre Caterina, mamá de Leonardo…

Archivo del Estado de Florencia – Catastro antiguo, 796 f. 592r…

Una casa para vivir en Santa Croce, comunidad de Vinci, condado de Florencia en la aldea de dicho castillo con huerta junto a la casa a más o menos tres horas de distancia.

Bocas:

Antonio, de 85 años.

Monna (señora) Lucía, mi esposa años.

Ser Piero, mi hijo de 30 años.

Francisco mi hijo, que está en casa a hacer nada, de 22 años.

Albiera esposa de Ser Piero de 21 años.

Lionardo, hijo de Ser Piero ilegítimo nacido de una relación entre él y Caterina que en este momento es la esposa de Achattabriga de Piero del Vacca, de Vinci de 5 años.

Confirmación del matrimonio con Piero del Vacca.


Se podría decir que el Tío Francisco era la otra vena de la familia Da Vinci, la vena contemplativa, la más amante del campo, nacido en el año 1436.

No tenía ambiciones de convertirse en Notario: su mayo acercamiento al mundo de los negocios fue el cultivo de gusanos de seda con fines especulativos.
En su declaración en el catastro en el año 1498 escribió simplemente “Vivo en el campo sin perspectiva de un empleo”.
Francisco tenía solo diecisiete años cuando nace Leonardo, muy joven para ser su tío, pero una figura de vital importancia para el desarrollo en la vida del joven artista.
En la primera edición de las vidas del Vasari describió erróneamente a Ser Piero Da Vinci como el Tío de Leonardo.

Es posible que este curioso error (debidamente corregido en las ediciones posteriores), hable de una relación mucho más cercana a su tío que a su progenitor.
Es posible que Piero fuera un padre ausente, ocupado y no muy cariñoso.
Lo ciento es que no dejó nada a Leonardo en su testamento, y aunque a su muerte contara con muchos hijos legítimos, el hecho de que a él no le legara nada es sin duda significativo.Su tío Francisco que murió sin hijos, le dejó, por el contrario, toda su fortuna, una herencia impugnada por los hijos legítimos de Piero.
A pesar que Leonardo tuvo que vivir en ciudades por su profesión, el profundo amor que sentía por el campo, sus formas, el ambiente, se muestra en sus pinturas y en sus escritos


Seguramente estas son las figuras (la madre y el tío) y quizás también el hecho de saberse ilegítimo, las que influyeron en su vida.
… de la Madre hablaremos en el período milanés.

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